La settimana dopo

sabato, tardo pomeriggio
Una settimana fa, a quest’ora, mi stavo preparando per andare all’after party del WordCamp Milano.

Mi sembra una cosa così lontana e nello stesso tempo così vicina. È l’effetto che mi fanno sempre gli eventi che vivo intensamente: un mix di sensazioni, pensieri, emozioni, relazioni. Una scarica di adrenalina pura (che poi pago con la stanchezza dei giorni successivi XD).
Questa volta, poi, i cosa mi porto a casa sono tantissimi e riordinare le idee non è semplice.

i fantastici 4

La prima cosa di cui mi stupisco e sono sempre grata è la bellezza delle relazioni umane. Nel mondo virtuale, le relazioni sono sempre mediate dal dispositivo. Sì, online ci possono essere molti scambi e tanta confidenza, ma è poi quando ci si incontra di persona che l’intensità delle relazioni emerge in tutta la sua straordinaria potenza e ricchezza. Nei WordCamp le relazioni umane, gli incontri fra le persone, gli scambi, i confronti sono il vero valore aggiunto, e la qualità di un WordCamp si vede dalla quantità di sorrisi che si vedono in giro.

Anche la lingua non è un ostacolo alle relazioni in un WordCamp: io ho parlato con moltissimi stranieri, con il mio inglese zoppicante e imbarazzante e sempre mi sono sentita a mio agio, mai giudicata né schernita per le sgrammaticature.

La condivisione di un ideale, è il secondo grande valore aggiunto. Ritrovarsi con persone che credono nella libera circolazione delle idee, che hanno la tua stessa visione riguardo all’open source e allo scambio gratuito di conoscenza ti fa sentire meno isolato e un po’ più fiduciosa verso il futuro.

In questo WordCamp poi, ero sia volontaria sia speaker e beh, mi porto a casa anche enormi insegnamenti da queste due esperienze. Come volontaria, inserita in una servizio che mi era completamente congeniale (il team social) mi sono confrontata con chi ne sapeva molto molto più di me e non solo ho imparato come neanche in un corso superavanzato di strategie social avrei fatto, ma ho anche compilato la lista degli argomenti che vorrò approfondire nei prossimi mesi. Grazie davvero, quindi, ai miei compagni di team: Simona, Cristiano e Francesco.
Per la prima volta, poi, ero speaker a un WordCamp. È stata un’esperienza sicuramente intensa, emozionante e anche controversa. Il talk che ho presentato con wolly è stata la causa scatenante di mille riflessioni, e alcune polemiche, che meritano un articolo apposta.

E proprio perché in un WordCamp il centro sono le relazioni, non sono mancati alcuni momenti di tensione e qualche frustrazione in alcuni volontari: aver avuto modo di approfondire questi problemi mi hanno reso più ricca e consapevole di quante volte con la nostra disattenzione feriamo le persone e ne calpestiamo aspirazioni e sentimenti. Le vie dell’inferno sono lastricate da buone intenzioni. E questo lo dovremo sempre tenere a mente, quando lavoriamo fianco a fianco con chi dedica gratuitamente tempo ed entusiasmo a un progetto collettivo.

Essere volontaria non mi ha permesso di seguire i tanti interessanti talk presentati, ma l’ottimo canale web tv di WordPress mi permetterà di recuperare i contenuti che ho perduto.

E senza dubbio il vedere l’organizzazione dietro le quinte, in tutti i suoi aspetti positivi e meno, mi ha arricchito non solo come persona ma anche come professionista, e farò tesoro di tutte le suggestioni per cercare di affrontare al meglio la prossima sfida: contribuire all’organizzazione del secondo WordCamp Torino.
So stay tuned, folks! 😉

 

 

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